Meno seghe, più saghe

   Perché le storie è meglio scriverle che farle.

 

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from Michele Foschini. Make your own badge here.


link
*I libri che ho tradotto*
Alberto "Alpo" Polita
Cuore di China
Dilbert
Doonesbury
Get Fuzzy
Halfnightmusic
Intelligent Life
Librairie Brüsel
Self Comics
Tutti i colori del giallo Blog
[Art] David Messina
[Art] Dupuy & Berberian
[Art] Luca Bertelè
[Art] Luca Gen(i)ovese
[Art] Minkiaturtle
[Trad] Life for Rent
[Trad] Stefy in Japan
[Writ] Diegozilla
[Writ] Roberto Recchioni
[Writ] Robin's Nest
il mio archivio
oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
le mie categorie
caffè
cibo
considerazioni oziose
deliri notturni
editti & proclami
elezioni
fiction
fumetti e derivati
libri
politica
romance
sex
sfoghi
traduzioni
viaggi
counter
*loading* visite

Add to Technorati Favorites Meez 3D avatar avatars games


venerdì, 03 luglio 2009
 

Ho sbagliato tutto, nella vita

Ma quanto diavolo bevono gli inglesi? I cancelli dell'arena di Hyde Park aprivano alle 14:30, i gruppi di supporto cominciavano a suonare alle 16:00, e già a quell'ora la gente girava con tre bottiglie di birra in ogni mano. E se non era birra era sidro di pere.
È stato emozionante, epocale, bellissimo. Quando alla fine mi sono ritrovato con la donna che amo a mangiare sushi con le mani a cavalcioni di una panchina in Oxford Street, stavo così bene che ho perfino perdonato Damon Albarn per aver detto: «È stupendo non fare niente per tutti questi anni e poi vedere che venite ancora così in tanti.»

Giuro che in quel momento, per la prima volta in vita mia, mi è dispiaciuto di non essere una rockstar.

postato da michelefoschini | 11:32 | commenti (1)
viaggi


giovedì, 25 giugno 2009
 

Incosciente

Ho pochi giorni per finire alcuni incarichi importanti. Di giorno rincorro le scadenze in ufficio, di sera lavoro a un romanzo e due racconti. La scadenza è simultanea, e imminente. Traduco, rileggo, spedisco alla mia editor.
Tre giorni fa ho sentito una morsa intorno al cuore, e ho capito che qualcosa non funzionava nel mio corpo. Non era difficile intuire di cosa si trattasse, e ho deciso di rimediare in maniera – per me – audace. Non c'è Red Bull nel mio frigo. Bevo un caffè al mattino, uno dopo pranzo, e uno dopo cena. Se proprio non ce la faccio senza, ne aggiungo un quarto a metà pomeriggio, possibilmente dopo il ritorno a casa. Ho dimezzato la quantità di caffeina che assumo in una giornata, e sto benissimo. È una piccola cosa, ma ne sono fiero. Perché martedì devo aver finito tutte queste cose, e non voglio il panico nei miei pensieri. Perché il mese scorso a Barcellona ero ufficialmente in vacanza, ma mi sentivo come un narcolettico che lotta con il sonno che incombe, e non voglio che la settimana prossima a Londra sia la stessa cosa. Perché la donna che amo si merita un uomo che dà risposte sprezzanti solo quando la possono far ridere, non tutte le volte che lei gli rivolge una domanda.
Il mondo mi sembra più veloce, ma sono io che sono un poco più lento. Ma infinitamente più preciso, e la sensazione mi piace da matti.

postato da michelefoschini | 23:51 | commenti (3)
considerazioni oziose


martedì, 23 giugno 2009
 

Think like a teenage girl

Polly Price ha dodici anni, e una madre ingombrante. Arabella Diamonte (è un nome d'arte, naturalmente) è un'attrice di teatro britannica che deve partecipare alla tournée americana dell'opera, Lungo addio, della quale è prima attrice. La povera Polly viene trascinata dall'altra parte del mondo, a San Francisco, e si rifugia nel diario che compila a mano, con tanto di disegnini, "reperti" incollati e sezioni quasi a fumetti, per sopravvivere, con ironia pungente, alla follia del mondo dello spettacolo.
Un libro per ragazzine, ma che strizza l'occhio ai più grandi, con scelte narrative e verbali deliziose, che mi hanno costretto a ripensare il modo in cui traduco. Il risultato, ve l'assicuro, anche grazie alla calligrafia e al lettering della bravissima Paola Cannatella, è sorprendente. L'editore è Mondadori, e il libro è in vendita dal 16 giugno scorso. Enjoy!

postato da michelefoschini | 11:30 | commenti
traduzioni


lunedì, 22 giugno 2009
 

Lunga vita e prosperità

È arrivato Spock. Ha nove settimane, è decisamente troppo vivace per uno che ha la casa ingombra di carte, e Brody ancora mi guarda in gattesco per aver portato questa palletta di pelo nel suo territorio. Ma l'ho fatto proprio per lui, e spero che impareranno a volersi bene. Io forse mi complico la vita sempre nei momenti meno opportuni, ma in questi giorni la casa è davvero più allegra. E questo è già un dono insperato e preziosissimo.

postato da michelefoschini | 00:03 | commenti (6)
considerazioni oziose


venerdì, 12 giugno 2009
 

Spiegati bene!

Photo by Dolphin_DolphinLe parole sono precise. È chi le ascolta che spesso sente o legge quello che vuole! Sento il bisogno di fare chiarezza su alcuni stimoli recenti, per cui vi offro qualche comoda, rapida, non esaustiva parafrasi per destreggiarvi nella retorica dei media.
La giovane blogger scrive nel suo profilo di amare «la neve, dormire, il profumo del pane, innamorarsi, la Nutella a casa della Giusy, la granella di zucchero» e altre cose così.
In realtà vuol dire: Ho voglia di scopare.
I maschi sui social network, spesso, dichiarano di cercare «la sincerità, la lealtà».
In realtà vogliono dire: Ditelo chiaro se la date o no.
Il Presidente del Consiglio dice «mai avuto rapporti più che piccanti».
In realtà vuol dire: Non l'ho unta di sugna dopo averla legata a un toro meccanico.
Sergio Bonelli scrive l'editoriale della nuova miniserie da lui edita, Caravan, ricordando i sessant'anni di Tex, i quarantotto di Zagor e via geriatrizzando.
In realtà vuol dire: Lo so che siete confusi. Anche io avrei preferito che si chiamasse Carlo Caravan, o Connor Caravan, ma lo sceneggiatore è giovane, non fateci caso. Mal che vada, ricordatevi che in edicola c'è anche la roba che facciamo da mezzo secolo.
Tutti parlano di "eccellenze italiane".
In realtà vogliono dire: Mica è scontato che qualcosa sia fatto bene, da queste parti!
Il Pontefice dice: «L'avidità non governi la vita dell'uomo.»
In realtà vuol dire: No, l'Ici non la pago. Non parliamone più.
Basta capirsi!

postato da michelefoschini | 13:33 | commenti (6)
considerazioni oziose


lunedì, 08 giugno 2009
 

So much to do, so little time

In questi giorni ho poco tempo per condividere ciò che mi passa per la testa, e me ne scuso.
Tra sabato e domenica ho tradotto trentacinque pagine di romanzo, nonostante l'avaria alla tastiera del mio portatile, che non è ancora stata del tutto risolta.
Ogni volta che prendo un treno, rileggo parti di un saggio per il quale devo scrivere la bandella. Non è un compito facilissimo, è un libro con un cast di 88 personaggi.
Nelle pause mi sono letto un libro di Julien Temple, che il regista britannico presenterà domani sera alla FNAC di Milano. Sarò il traduttore dell'incontro.
Ho anche cominciato una lettura urgente di un libro per conto di uno dei miei editori, ed è un libro per il quale ho un forte interesse personale: mi piacerebbe molto tradurlo.
Da qualche parte ho trovato il tempo di attaccare al soffitto dell'ingresso i nuovi faretti che mi consentiranno finalmente di guardare i libri agli scaffali senza cavarmi gli occhi; ho fatto un salto in fumetteria, ho pulito i pavimenti e ho cenato in una brasserie belga con la mia bella.
Devo finire il romanzo che ho per le mani in meno di due settimane, ed è un lavoro che ho intenzione di fare con particolare scrupolo. Subito dopo mi aspettano due racconti per un'antologia noir, e nel frattempo alcuni fumetti per Mondadori, tra cui uno dannatamente importante e difficile. Vado in ferie il 20 luglio, e in questo momento mi sembra una data allo stesso tempo dannatamente lontana e spaventosamente vicina. Segno che il piatto è pieno, e che devo darmi da fare.
Ce qu'il reste à faire est un ocean. Je plonge.

postato da michelefoschini | 00:58 | commenti (1)
traduzioni, considerazioni oziose


giovedì, 04 giugno 2009
 

Sticky Matters

Ieri pomeriggio, mentre traducevo tranquillo in redazione, il mio fido portatile Vaio comincia a mettere delle "Z" dove non servono. E quando premo il tasto di quella lettera, non appare niente sullo schermo.
Brivido freddo lungo la schiena.
Virus? Conflitto di periferiche? Sfiga?
Di solito è vera la terza. Inizio i protocolli di diagnostica, che consumano un sacco di tempo, e così ho modo di leggere un volume che casualmente ho in borsa (casualmente una ceppa: aperto è grande quasi un metro quadro).

Si tratta di George Sprott, l'ultima graphic novel del cartoonist canadese Seth, pubblicata in prima istanza a puntate sul supplemento settimanale del New York Times, e ora raccolta da Drawn & Quarterly (un editore che mi sta parecchio simpatico, soprattutto perché Chris Oliveiros è una persona squisita, oltre che di gusti editoriali impeccabili).
Si tratta di un racconto non cronologico della vita di George Sprott, conduttore di un talk show televisivo locale canadese sull'artico. La storia è una ricostruzione di testimonianze frammiste a sequenze oniriche e intimiste prive della voce del narratore (che, lungi dal voler essere onnisciente, si scusa a profusione con i lettori tutte le volte che non sa qualcosa della vita di George). La presenza intermittente della voce narrante sembra un vezzo, invece alla fine si rivela fondamentale per il modo in cui avviene il denouement della storia.
Con rigore, tanto grafico quanto narrativo, Seth traccia cerchi concentrici attorno alla vita di Sprott e alle circostanze delle sue alterne fortune, senza mai penetrare l'essenza del personaggio, perché manca il punto di vista interiore, come in ogni buona narrazione in terza persona. Ed è proprio l'essenza dell'assenza la virtù più nobile e profonda di questo libro, che ho finito di leggere ieri notte in un treno silenzioso, lento e freddo come una spietata ghiacciaia per umani, come le luci del grande nord raccontate per una vita a chiunque volesse ascoltarlo, da quel George Sprott che non conoscerò mai meglio di così.
Un libro davvero bellissimo.

Stamattina ho scoperto che a impallare la mia tastiera sono state poche gocce di Seven Up. Spazzola, aria compressa e detergente per contatti, e passerà tutto. Immaginatemi in trepidante attesa dell'apertura pomeridiana del ferramenta all'angolo, e capirete il mio sollievo e la mia ansia.

postato da michelefoschini | 13:01 | commenti
libri, considerazioni oziose


martedì, 02 giugno 2009
 

We are heroes, you and I

Ne avevamo bisogno. Lo so perché ne avrei bisogno adesso, che riprendo sulle spalle la mole del lavoro che mi aspetta da qui alla fine di luglio. Tre giorni senza altro dovere che rispettarci. A Barcellona, con un'idea chiara di cosa avremmo mangiato, e vaghissima di dove saremmo andati. Però per mano, e questo bastava. È bastato. Il sorriso che indosso oggi è tutto interiore, e basterà fino alla prossima volta in cui potrò tornare a galla a prendere aria.
Il Saló del Comic è bello, divertente, curato e pieno di stand interessanti. Avremmo voluto capire dalla Regione Murcia quando veniva Daniel Acuña, e dall'organizzazione della fiera che stare tre ore in fila, seduti per terra, in attesa di Terry Dodson non ci avrebbe garantito un suo disegno. (Che poi io Terry lo conosco di persona da otto anni, ma non volevo "fare l'italiano", cercandolo in area pro, alla quale avevo comunque accesso. Così ho fatto lo spagnolo, e a due persone dal nostro turno il management ha trasformato la fila per i disegni in una fila per soli autografi. E tutto quel che ci è venuto da quel pomeriggio è stato il culo piatto.) Ci siamo consolati comprando fumetti americani a ottimo prezzo, parlando tre lingue con i venditori, e facendoci le imitazioni a vicenda.
Credo di aver mangiato il piatto di mariscos più imponente della mia vita, e che ci saranno tante cose che ricorderò a lungo, di questo viaggio. Ma il ricordo più dolce, per motivi solo miei, sarà per sempre quello di me che cerco i cerotti in farmacia, e Cate che mi fa mettere giù la scatola che ho scelto, e mi mette in mano quella dei cerotti di Topolino. Il mio ginocchio sbucciato non ha colto la differenza, ma io sì. Ed è la ragione per cui ora sono felice.

postato da michelefoschini | 13:15 | commenti
viaggi


giovedì, 28 maggio 2009
 

Ida y vuelta

Guardala, la faccia di uno cui non è pesato alzarsi prima per rifare il letto, stirare il bucato, tagliarsi i capelli e farsi la barba, e che sta silenziosamente lavorando per finire in anticipo una settimana di lavoro decisamente intenso.
Domani a quest'ora sarà a Barcellona, e questo pensiero gli dà la forza di non interrompersi e di non lamentarsi. Tre giorni di fumetti, pesce e la miglior compagnia possibile. Sa di essere fortunato.

(E se un certo sceneggiatore di Dylan Dog, che legge questo blog, scrive a una certa agente letteraria spagnola, che legge questo blog, e si fa dare il mio numero, magari riusciamo a berci un bicchiere di vino insieme. Patapim patapam.)

Leggete cose belle. Ci risentiamo lunedì.

postato da michelefoschini | 11:55 | commenti (2)
viaggi


martedì, 26 maggio 2009
 

My girlfriend went to New York, and all I got is...


Non me lo sarei mai aspettato. E direi che per il nostro sesto mesiversario ci siamo davvero inventati delle cose folli. Sono bellissimi. E ora fanno la guardia al mio scaffale dei fumetti DC degli anni Sessanta.
A dire il vero ho avuto anche questa, che immagino che farà impazzire Fabrizio.
Ti amo, Pop Corn Girl. Grazie per i mille modi in cui mi sorprendi, e per il solo in cui non lo fai.

postato da michelefoschini | 23:27 | commenti (6)
considerazioni oziose